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Centrali oleodinamiche – Il motore elettrico

6 febbraio 2008 Davide C. 1 commento

motore-centrale-oleodinamica

Poche righe sull’impiego di motori elettrici nelle centrali oleodinamiche.

Il motore elettrico è il componente della centrale che aziona la pompa, trasformando l’energia elettrica della rete in energia idraulica.
Il montaggio più comune del motore sulla centrale è del tipo B5 o B3/B5.
Nel primo caso l’asse del motore è verticale e la pompa, collegata ad esso mediante un gruppo di accoppiamento (lanterna, giunti, ruota elastica), è immersa nell’olio. Nei casi in cui la potenza installata è maggiore di 15kW può essere opportuno interporre tra la lanterna ed il serbatoio, un anello elastico avente la funzione di ridurre le vibrazioni e di assorbire la coppia di spunto all’avvio, in assenza di una gestione soft-start.

Nella forma B3 il corpo motore è dotato di piedini adatti al montaggio con asse orizzontale. La richiesta combinata B3/B5 consente di avere anche la predisposizione per il montaggio a flangia grazie al quale si può ancora una volta collegare la pompa mediante la lanterna ed i giunti.

Molto spesso, invece di utilizzare un motore B3 che ha i piedini integrati nella carcassa, si usa un motore B5 ed il montaggio ad asse orizzontale si ottiene grazie ad un supporto che si avvita sulla flangia motore.

In foto alcuni componenti strutturali (lanterna,giunti, ruota elastica, supporto motore) della MPfiltri

Opportuni distanziali antivibranti si debbono interporre tra i piedini del motore o del supporto motore e la struttura del serbatoio. Il loro dimensionamento deve tenere conto, oltre che del peso motore, anche della coppia di ribaltamento del motore allo spunto.
La derminazione della taglia del motore dipende sostanzialmente dalla forza richiesta dagli attuatori e dalla velocità dei movimenti. Questi due parametri determinano rispettivamente la pressione e la portata dell’olio e quindi la potenza richiesta attraverso al relazione:

dove Pw è la potenza [W], Pr è la pressione [Pa], Q [m3/s] è la portata ed “e” è il rendimento, minore di 1, che sta ad indicare le perdite. Le unità sono quelle del SI ovvero del sistema internazionale, anche se spesso trovano largo uso le vecchie unità di misura (bar, cavalli, litri/min).

Altri aspetti rilevanti nella scelta del motore sono:

  • la classe di efficienza che se elevata, permette di aumentare in parte il valore del rendimento
  • la tropicalizzazione, indicata per quegli impianti che andranno installati in ambienti ad elevata umidità relativa
  • la rumorosità. In molti casi per ridurre il livello del rumore del motore, si sceglie uno a 6 poli anziché a 4 in modo che, a pari frequenza di alimentazione, si riduce il numero dei giri eliminando le componenti armoniche più alte. Questa scelta ha conseguenze sulla portata d’olio e se ne dovrà tener conto nella scelta della pompa.

Cenni sulle centrali oleodinamiche

25 gennaio 2008 Davide C. Nessun commento
Vorrei iniziare una serie di post per trattare di un prodotto relativamente semplice ma che costituisce un importante modulo ausiliario di un macchinario: la centrale oleodinamica.
La centrale oleodinamica si può definire come il luogo in cui si trasforma l’energia perché possa essere trasmessa attraverso fluidi in pressione, in particolare l’olio idraulico. Nel nel caso più semplice, ad esempio, un motore asincrono fa ruotare una pompa che invia l’olio ad un attuatore (la pressione dipenderà dal carico) che compie un lavoro (energia) meccanico.
Esistono molteplici applicazioni che richiedono l’installazione di una centrale idraulica e di conseguenze altrettante tipologie di centrali, dalle più semplici a quelle più complesse che devono soddisfare molte normative e requisiti tecnici. Tutte però, ai fini dello studio, si prestano ad una schematizzazione di questo tipo:
- serbatoio
- motore/i
- pompa/e
- valvole di controllo della pressione
- gruppo filtri
- indicatori/sensori di livello
- indicatori/sensori di temperatura
- insieme di accessori
- accumulatori (se necessari in base all’applicazione)
- gruppo valvole/elettrovalvole (spesso remotato a bordo macchina) 
- scambiatore di calore (se necessario)
Nei post successivi cercherò di trattare singolarmente questi elementi costitutivi della centrale oleodinamica e, nello stesso tempo, di fornire qualche elemento di calcolo di avanprogetto.

In Tekno-Due, siamo in grado di dimensionare e realizzare centrali speciali per le più svariate applicazioni: centrali di asservimento per macchine utensili, centrali per alimentazione di guide idrostatiche, centrali per banchi di lavoro, ecc

Nella figura sotto, un esempio di centrale.

 
Davide Cherubino